Bibl.: «L’Arno», Pisa, VII (1994), N. 7 (9 luglio), p. 15

Giovanni Armillotta
NOVANT’ANNI FA IL CALCIO APPRODAVA A LIVORNO
La prima partita disputata nel 1904 nei pressi di piazza Magenta

Si dice che a Livorno i primi calci al pallone siano stati tirati grazie a Giovanni Domenico Menio Carmichael, figlio del vice-console inglese Mr. Montgomery. Menio aveva imparato il football sul porto, da marinai inglesi. Egli insegnò ad alcuni amici le regole fondamentali del gioco. E fu lui nel 1904 ad organizzare la prima partita, con le giacche ammucchiate per tracciare le porte, su un campo di piazza Magenta a lato della Chiesa del Soccorso.
All’epoca gli sport – dal canottaggio all’atletica, dall’equitazione alla scherma, dal nuoto al pugilato e perciò anche il calcio – erano praticati quasi esclusivamente da studenti di famiglie abbienti che potevano permettersi di dedicare tempo ed energia, senza ricavare alcun guadagno. Ecco perché, di lì a poco, i campi da gioco delle squadre nascenti saranno i prati di ville private. Gli organizzatori, i presidenti, i segretari delle squadre saranno i figli dei notabili della città. Ed il pubblico, quello chic, della Livorno bene.
Lo stesso fondatore e primo segretario dell’US Livorno, il noto editore-tipografo Gino Belforte, era presidente del Rotary Club. Un anno dopo la famosa partita nacque la prima società livornese. Col nome di Virtus Juventusque, con i colori bianco-blu – presidente Umberto Odett Santini – essa si allenava a Villa Cherubini, nella zona fra via del Corallo e via del Ricovero. La sua prima partita la giocò nella villa del signor Fabbricotti, di fronte ad un pubblico entusiasta e vestito all’ultima moda, contro una squadra messa su da equipaggidi navi inglesi che avevano attraccato al porto nel giugno e che vinse, com’era ovvio, per 11-1.
Il calcio piaceva e molte piccole squadre nascevano a volte vivendo solo l’arco di un incontro. Nel 1906, durante i festeggiamenti per il terzo centenario (contestabile! Livorno è stata fondata nel 1577) che videro in città il colonnello Cody, mitico Buffalo Bill, fu organizzato un grande match tra le società sportive livornesi. E in quell’occasione i prati di Villa Pellegrini in via del Vigna divennero il campo da gioco di un’importante seconda squadra, la Spes, dai colori bianco-verde e fondata dall’avvocato Giorgio Campi (che allora aveva appena 15 anni!).
Ancora prima della fine del XIX secolo, era nata la Federazione Italiana Giuoco Calcio, che dal 1898 organizzava il Campionato nazionale. Ma solo nel 1913 – quasi a dieci anni dalla partita di piazza Magenta – Virtus Juventusque e Spes si sentirono tanto forti da partecipare al Campionato.
Nel 1914 era stato costituito il Toscana Football Club da un gruppo che per diletto stava tirando calci ad un pallone nella piazzetta antistante il Palazzo Granducale. Si riconobbero competitivi e decisero che avrebbero dato del filo da torcere alle due maggiori squadre cittadine. La vita del Toscana FC non durò a lungo, ma da questa società usciranno grandi calciatori come gli Jacoponi I e II, Guglielmo Bianchi e Mario Magnozzi. Con maglie verdi e risvolti bianchi la squadra si allenava sul Campo del Fungo, ovvero l’attuale Gymnasium, e aveva sede sociale in un piccolo bar di via Fagiuoli.
Sarà stato lo spettro della Grande Guerra, sarà stato l’inizio del Campionato nazionale 1915 che non andava nel migliore dei modi, sta di fatto che il 14 o 17 febbraio di quell’anno Virtus Juventusque e Spes si fusero in un’unica società. Per quanto riguarda la discordanza di date, è successo anche nelle migliori famiglie come il caso della federazione inglese, TheFootball Association fondata o il 24 o il 26 ottobre 1863.
Si decise che la maglia avrebbe avuto i colori della città, amaranto con stemma comunale in oro, e si progettò l’edificazione di un campo sportivo con tanto di tribune sul terreno di Villa Chayes (fino al 1933) dove si era trasferita la Spes abbandonando Villa Pellegrini. Da qui sarebbe iniziata la leggenda che avrebbe condotto per due anni gli amaranto al secondo posto: nel primo Campionato nazionale dopo la guerra mondiale (1920: Internazionale Milano-Livorno 3-2), e non dimenticando il ’43 alle spalle del Grande Torino – titolo perso a soli quattro minuti dalla fine dell’ultima giornata, per una rete di Valentino Mazzola a Bari.

Partecipazioni delle livornesi ai Campionati nazionali:
1913, GironeToscano: Virtus Juventusque p. 9, Spes 7, Pisa e Firenze 4; Girone finale Centro-Meridionale: Virtus Juventusque-Lazio 1-3 0-3
1914, GironeToscano: Spes 26, Firenze 20, Virtus Juventusque 19, Fiorentina Libertas 16, Italia Firenze 13, Pisa 8, Lucca e Prato 5; Girone finale Centro-Meridionale: Lazio-Spes 1-0 3-0
1915, GruppoToscano: Pisa 20, Lucca 18, Libertas Firenze 15, Firenze 12, Spes 11,Virtus Juventusque 6,  Prato 2

Fonti bibliografiche:
Sono grato al bellissimo libro di Elisabetta De Paz, Franco Chiarello e Ugo Canessa, La storia del calcioa Livorno (1904-1984) – origini, sviluppo e decadenza, Livorno, "Il Quadrifoglio" S.a.S., gennaio 1993, seconda pubblicazione

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